IL TEATRO DELLE DONNE
Centro
Nazionale di Drammaturgia
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il Catalogo del Centro di Drammaturgia 2003
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l'Annuario delle Autrici 2003 (.pdf)
Dal 1991 il Teatro delle Donne si occupa di drammaturgia contemporanea
proponendo le molteplici voci della scena al femminile, promuovendo
un teatro pensato, scritto e realizzato dalle donne, che copre
un ventaglio di temi sempre più ampio e tocca generi, stili e
linguaggi differenti; al quale oggi si devono senza dubbio alcuni
fra i fermenti più interessanti del panorama della nuova drammaturgia
e del nuovo fare ed immaginare teatro.
Da nove anni l'associazione presenta a Firenze il suo più importante
appuntamento annuale sulla drammaturgia delle donne: "Autrici
a Confronto"; un'iniziativa dedicata alla scrittura teatrale
e alle problematiche del teatro delle donne che da quest'anno
diventa Festival Nazionale sulla Drammaturgia
Contemporanea delle Donne proponendosi la creazione, nei prossimi
anni, di una vera e propria rete per la promozione della cultura
della differenza in teatro. La manifestazione ha sempre coinvolto
più teatri e più luoghi ed è stata articolata in spettacoli, letture,
mises en espace, incontri, presentazioni di progetti, laboratori.
Le edizioni 1994-1995-1996 sono state dedicate a tematiche specifiche:
"Dalla letteratura alla scena", "La scena prigioniera: la drammaturgia
delle donne dagli anni '70 ad oggi", "Nuove tendenze della drammaturgia
delle donne: il teatro per le nuove generazioni". Nel 1996 abbiamo
ufficialmente dato vita al primo Centro Nazionale per la Drammaturgia
delle Donne.
Nelle edizioni 1997 e '98 di "Autrici a
Confronto" abbiamo aperto un dibattito nazionale sulle problematiche
della diffusione di un teatro delle donne in Italia. In tutti
i casi la drammaturgia interpretata si è alternata alle presentazioni
e ai dibattiti, regalandoci spesso momenti di grande emozione
e conducendoci in un viaggio, non ancora concluso, attraverso
la parola scritta dalle donne per il teatro.
L'autunno 2000 sarà il punto di partenza per un progetto nazionale
ma con relazioni anche internazionali, il cui intento è far vedere
opere di livello artistico elevato, cioè prove significative del
livello raggiunto nella ricerca che le artiste hanno fatto di
un linguaggio consapevole, e nello stesso tempo dar conto del
fermento esistente intorno al teatro prodotto e pensato dalle
donne.
Il festival, che ospiterà nuovi spettacoli di autrici italiane
ed europee si conferma così come l'appuntamento più qualificato
per la drammaturgia contemporanea delle donne, uno dei settori
deboli del teatro nazionale, per il quale il Centro di Drammaturgia
delle Donne rappresenta un importante punto di riferimento. Le
donne hanno vissuto una lunga esclusione dalla scena. Quando il
teatro diventa luogo della parola religiosa o politica le donne
ne vengono estromesse.
Prima del '500 ci sono soltanto rari casi di autrici per il teatro;
si tratta in genere, come per l'ormai famosa Rosvita di Gandersheim,
di religiose che fra le mura del convento si dedicano allo studio
e alla scrittura. Mettono così in scena delle pièces che vengono
rappresentate, sempre nell'ambito del convento. All'epoca del
Rinascimento alcune famose cortigiane scrissero dei drammi. Ma
è con la Commedia dell'Arte che le donne diventano per la prima
volta protagoniste sulla scena, scrivono il "canovaccio", hanno
ruoli rilevanti in compagnia (molte furono le capocomiche).
In seguito la drammaturgia delle donne ha avuto fasi alterne,
legate alla situazione sociale in cui le donne sono vissute: ha
conosciuto momenti di grande vivacità in periodi di maggiore libertà
di pensiero, come la Rivoluzione Francese, è scomparsa dalla scena
nei periodi di restaurazione. In Italia le donne ottengono il
diritto di voto solo nel '45; le due grandi guerre e l'insorgere
del fascismo rimandano e bloccano la proposizione della questione
femminile.
Dal dopoguerra in poi, nel generale risveglio culturale e con
la nuova partecipazione delle donne alla vita sociale e politica,
hanno iniziato a confrontarsi con il teatro alcune importanti
autrici come Natalia Ginsburg, Alba De Cespedes, Elsa Morante.
Negli anni '70, con il movimento femminista, le donne trovano
un interesse più ampio per la scrittura teatrale. Significativa
l'esperienza del teatro "La Maddalena" a Roma che vedrà
coinvolta in prima persona come autrice e regista Dacia Maraini
e molte altre, impegnate a portare in teatro le battaglie sociali
e il "privato" delle donne. Ma è solo dalla fine degli anni '80
che i frutti di queste esperienze possono dirsi maturi per un
confronto a livello nazionale e non solo. Le autrici sono sempre
più numerose, fenomeno rilevato dagli stessi annuari della SIAE,
vincono premi per la drammaturgia contemporanea, s'impongono sulle
scene con testi nuovi e interessanti, con una ricerca che riguarda
sia il linguaggio che i temi trattati.
E' qui che emerge la novità di una drammaturgia delle donne che
affronta la scena da un'angolazione diversa, quella delle donne
appunto.
I testi non sono più diversi solo perchè affrontano problematiche
specificamente femminili: la maternità, la vita domestica, ma
perchè affrontano argomenti sociali e di attualità dal loro punto
di vista; che è un punto di vista nuovo e che proprio per questo
riscuote un meritato riscontro dalla critica e dagli organismi
specializzati.
Restano le difficoltà di produzione e distribuzione tipiche del
nostro sistema teatrale per quanto riguarda la drammaturgia contemporanea;
per questo sarebbe necessario incentivare la produzione e la distribuzione
di testi nuovi, promuovere la ricerca che in questa direzione
le donne stanno conducendo da anni, dare spazio, anche istituzionale,
alle attività di promozione della drammaturgia contemporanea.
L'archiviazione, la documentazione, sono uno strumento perchè
le donne, anche in ambito culturale, non continuino a "vincere
battaglie, ma perdere la Storia".
Il Centro Nazionale per la Drammaturgia delle Donne ha realizzato
un archivio che mette a disposizione informazioni esaurienti sui
testi e sulle autrici che può essere facilmente consultato da
chi vuole mettere in scena un testo o fare una ricerca sulla drammaturgia
contemporanea delle donne. Una Commissione è stata incaricata
dal Centro di Drammaturgia delle Donne di stabilire i criteri
di inserimento in archivio dei
testi e le linee generali dell'attività.
Della Commissione fanno parte le autrici: Dacia Maraini, Barbara
Nativi, Lucia Poli, Valeria Moretti, Donatella Diamanti; la docente
universitaria: Laura Caretti; Ilaria Fabbri (dirigente ETI );
Maria Cristina Ghelli (presidente del Teatro delle Donne).
I criteri perchè un testo venga inserito in catalogo sono:
- l'opera deve essere scritta da una donna;
- l'anno d'inizio dell'archiviazione è il 1945;
- l'opera se non rappresentata o pubblicata deve essere stata
almeno oggetto di una pubblica lettura; (delle autrici che hanno
avuto almeno un'opera rappresentata si raccolgono anche testi
inediti).
L'Archivio dei testi del Centro
di drammaturgia delle donne comprende oggi circa 500 testi; è
il risultato di una schedatura realizzata da un gruppo di documentariste
che fanno riferimento alla rete Lilith, rete informativa dei centri
di documentazione delle donne. L'archivio è collegato e agisce
in collaborazione con la Women's Theatre Collection, archivio
internazionale per il teatro delle donne presso il dipartimento
dell'Università di Bristol; e con altri archivi teatrali e centri
di drammaturgia che operano sul territorio nazionale. L'archiviazione
continua con i testi che via via arrivano al Centro. Il Centro
di Drammaturgia delle Donne affianca all'attività di archiviazione
e catalogazione dei testi un'attività divulgativa attraverso conferenze,
convegni, incontri, presentazione di letture e mises en espace,
laboratori, rassegne e programmazione di stagioni teatrali, produzione
di spettacoli di drammaturgia contemporanea delle donne.
La
presidente del Teatro delle Donne
Maria Cristina Ghelli
Un
ringraziamento particolare a tutte le donne del teatro che in
questi anni sono state partecipi della nostra esperienza. Il catalogo
è stato stampato con il sostegno dell'Assessorato alla Pubblica
Istruzione, pari opportunità e cultura delle differenze del Comune
di Firenze.