IL
TEATRO DELLE DONNE
Le produzioni
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PROGETTO LA GABBIA
TRILOGIA DEL PARLATORIO
progetto drammaturgico in tre segmenti
a cura di Stefano Massini
“Ho sempre provato una forte attrazione per quei luoghi insospettati che si rivelano, nei fatti, autentici contenitori di parole. Luoghi che sono involucri di storie, scenari inconsapevoli e costanti di relazioni umane. Fra questi spazi c’è il parlatorio del carcere. Un luogo adibito soltanto a dialoghi. Uno spazio che nasce con l’esatta vocazione di accogliere scontri, incontri, racconti, confronti. E proprio per questa vocazione acquista una potente identità teatrale. Mi interessa esaminare il rapporto lucido, spietato, che rende quelle quattro pareti spettatrici silenti dei drammi di una sterminata umanità. Ho provato a pensare a quante possibilità di dialogo si aprano attorno al tavolo di un parlatorio, ed ho visto sfilare davanti ai miei occhi una schiera di ruoli sociali, una moltitudine di temi, di situazioni, di incastri della vita. Cos’è questo se non teatro? Per di più tutto questo materiale è reso molto efficace dallo sprone di una impellente urgenza, che lega i personaggi alla ricerca di soluzioni necessarie, sullo sfondo di conflitti irrisolti e incapacità di sostenere gli equilibri sociali. La scommessa di questa “Trilogia del Parlatorio” sta nel tentativo di fotografare piccole storie di singoli individui come simbolo/paradigma di più complessi fenomeni sociali, qui drammaticamente inquadrati nell’edificio della reclusione e dell’espiazione. E nasce da queste premesse drammaturgiche la necessità registica di un rapporto ravvicinato, stretto – in qualche modo paritario, non gerarchico – fra il pubblico e l’azione scenica, che per tutti e tre i segmenti scenici dovrà essere spiata dagli spettatori attraverso le sbarre di una reale gabbia.” Stefano Massini (2006)
LA GABBIA I - figlia di notaio
scritto e diretto da Stefano Massini
con Luisa Cattaneo e Maria Cristina Valentini
spazio realizzato da Paolo Li Cinli – illuminato da Paolo Magni
Il parlatorio di un carcere di massima sicurezza. E’ qui che si consuma – dopo 11 anni di distanza - l’incontro fra una giovane detenuta ex-brigatista e sua madre. Figure opposte, fin troppo. Due mondi separati, alieni, distanti. Pianeti lontani anni luce, fra i quali scorrono fiumi di parole non dette. La gabbia del carcere. La gabbia delle scelte. La gabbia dei ruoli: madre-figlia. La gabbia di frasi troppo strette e di parole che suonano errori. La gabbia di un appuntamento sempre rimandato, sfuggito, evaso. La gabbia ferrea di sbarre reali o immaginarie. Sbarre che incastrano, fuori e dentro.
“La battaglia degli stati d’animo movimenta un dialogo fitto di sottigliezze imprevedibili… E della sorpresa che riempie questa “Gabbia” (non indenne da influenze kafkiane, dandole un senso d’intima verità) non escono una vincitrice e una vinta, ma piuttosto un forte groppo di emozione che induce ciascuna delle due donne a riconoscersi nell’altra fino a confondersi, sia pure per qualche attimo, con lei: uno stato d’animo che – dalle nitide interpretazioni di Maria Cristina Valentini e Luisa Cattaneo - si rifrange sulla sensibilità dello spettatore inducendolo a sua volta a mettere in questione le troppe gabbie che limitano la sua vita.”
Franco Quadri, La Repubblica
Coproduzione con la Compagnia Teatri d'Imbarco
FINO ALL'ULTIMO SGUARDO
Regia
e drammaturgia di Nicola Zavagli
Canzoni originali di Chiara Riondino
Con: Beatrice Visibelli
Scene e Luci: Fabio de Pasquale
Uno spettacolo di teatro-canzone. In scena una cantautrice, Chiara Riondino, con la sua chitarra. E un'attice, Beatrice Visibelli, come voce narrante. Insieme per comporre, con canzoni e parole, un ritratto biografico della mitica Tina Modotti.
Donna straordinaria e bellissima, grande attivista politica, grande fotografa. Tina Modotti era partita a 17 anni dall'Italia, su una nave piroscafo. La California come meta. E un sogno nella valigia: Hollywood, la Mecca del cinema, quella dei pionieri e di Rodolfo Valentino. Subito, grazie al suo fascino latino, quel primo sogno si realizza. Ma a Tina non basta. La sua inquietudine e la sua voglia di scoprire la spingono verso altri orizzonti. Incontra gli uomini della sua vita e con loro condivide le strade del mondo. Ed eccola in cammino, un lungo viaggio attraverso il deserto della California oltre la frontiera verso il Messico. Il Messico dei fermenti post-rivoluzionari, delle feste irredentiste, di balli e di tequila. E una gran voglia di vivere e di cambiare il mondo, di sottrarlo alle ingiustizie, di battersi per i diseredati. Il Messico per Tina è anche la scoperta della fotografia. Sotto il suo sguardo inquieto raccoglie la poesia di quella terra e di quel momento indimenticabile della Storia. Ma poi la Storia volta pagina. E Tina viene accusata falsamente di aver attentato al Presidente. E dal Messico, amatissimo, viene espulsa. Ed eccola ancora su una nave, con una valigia carica d'amore, di sogni e di rivoluzione. E' diretta in Europa, dove la Storia ribolle e fermenta, lei sarà lì, inseguendo altri amori, altra vita. Porta una valigia piena di piccoli capolavori: le sue fotografie. Sopra una grande vela, in scena, fluttuano quelle magnifiche immagini.
Prima nazionale:
12 Gennaio 2007
all'interno del festival
Autrici a confronto XV edizione
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PRODUZIONI 2007-2008
DONNA NON RIEDUCABILE
Testo e regia Stefano Massini
Si chiamava Anna Politkovskaja. Venne definita dal Cremlino "donna non rieducabile". Le hanno sparato il 7 ottobre 2006 prima al cuore e poi alla testa all’ingresso di casa sua. Un edificio alla periferia di Mosca. Lascia due figli. Lascia un’inchiesta sulle torture in Cecenia dei russi che non potrà più essere pubblicata dal suo giornale, la Novaja Gazeta. Lascia tutti i suoi documenti, archivi, foto, pc alla polizia russa, che come prima misura dopo la sua morte ha sequestrato tutto ciò che ha trovato nel suo modesto appartamento. Per leggerlo con calma durante le indagini. Lascia Putin, un ex membro del KGB, alla guida della Russia. Lascia Kadyrov, uomo di Putin, da lei accusato di crimini contro la popolazione cecena alla guida della Cecenia. Lascia il silenzio del Cremlino, forse in lutto stretto.
«Sensibile al dolore degli oppressi, incorruttibile, glaciale di fronte alle nostre compromissioni, Anna è stata, ed è ancora, un modello di riferimento. Ben oltre i riconoscimenti, i quattrini, la carriera: la sua era sete di verità, e fuoco indomabile.» André Glucksmann su Anna Politkovskaja
IL TEATRO DELLE DONNE SI SOFFERMA SUL CASO DI UNA DONNA GIORNALISTA UCCISA PER AVER FATTO IL SUO MESTIERE. IL SUO NOME PESA FRA GLI ASSENTI DI UNO STATO INCIVILE. ECCO ALLORA PRENDERE VITA L’IDEA DI UN MEMORANDUM TEATRALE, OVVERO UN’OCCASIONE PER FERMARSI A RIFLETTERE E PENSARE.
prima nazionale: 6
Ottobre 2007 all'interno del festival
Streghe e Madonne X
edizione
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Coproduzione con Operaestate Festival Veneto
LA GABBIA II - zone d'ombra
Scritto e diretto da
Stefano MassiniNel plumbeo parlatorio di un carcere inquadrato in una mattina di pioggia autunnale si incontrano un professore universitario di mezza età e la figlia violinista. Sullo sfondo l’ombra gigantesca di uno scandalo che tuttavia rimane a lungo avvolto nel mistero. Cosa ha fatto quest’uomo per trovarsi lì? Quale meccanismo lo ha incastrato come in un tritacarne? Ma soprattutto cosa si nasconde in quei lunghi silenzi e fra le maglie di quel dialogo fra un padre affettuoso e una figlia modello? Cosa non viene detto e continuamente rimandato? Che cosa ha interrotto all’improvviso una normalità patinata di assolate sicurezze? Il confronto dei due personaggi si snoda impervio e rischiosissimo, mentre il parlatorio si trasforma in un ring le cui riprese sono scandite dall’infinito gocciolare del soffitto e dalle lancette di un orologio spietato. Si aprono i cassetti. Si fa entrare luce. L’equilibrista cammina sul filo: quanto è più facile cadere che resistere in piedi.
A quasi due anni dal debutto de LA GABBIA figlia di notaio, spettacolo rivelazione che ha convinto pubblico e critica nei festival e nei teatri di tutta Italia (e dopo Milano, Venezia e Parma giungerà a marzo 2008 al Teatro India a Roma), ecco debuttare in prima assoluta la seconda parte del "Trittico" dedicato da Stefano Massini al Parlatorio di un carcere. Dopo l'incontro fra la brigatista Nora e sua madre nel precedente spettacolo (il cui testo sta per debuttare oltralpe in un'edizione francese con Christine Gagnieux), stavolta il meccanismo claustrofobico della drammaturgia ribalta i ruoli e punta lo zoom su un rapporto padre/figlia opposto al precedente, in cui ancora più difficile è vincere le resistenze delle reciproche certezze. E la regia di Massini scandaglia con bisturi impietoso le psicologie di due nuovi personaggi affidati al collaudato team con Luisa Cattaneo ed Amerigo Fontani.
Teatro
delle Donne - Centro Nazionale di Drammaturgia delle Donne
c/o TEATRO MANZONI - via Mascagni, 18 - 50041 CALENZANO (Firenze)
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